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1 (1650) La Turchia
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62Lettera 2. da Costantinopoli.la chiesa ne sia piena: & in ogni lista di pannistà assisa, e le sue genuflessioni, e prostrationisolite nell'orare, vna fila d'huomini; che per nonperder le scarpe, e non confonderle, lasciando-le tutti fuor delle porte, ciascuno se le porta se-co, ò le portar da' seruidori, e se le tiene appresso: e'l luogo voto senza panni, trà lista e li-sta, serue poi per caminar, da luogo a luogo,le genti. Le donne, alle quali la legge de' Tur-chi non permette di fare oratione dentro a i tem-pij, benche a vederli in altre hore possano entrarui; fanno il medesimo, accommodandosi asedere in terra, nel portico fuor delle porte. Delresto, dentro al tempio, non vi è altare alcuno, imagine, altra cosa, alla quale facendo ora-tione la gente si riuolga; vsando solo i Mahomet-tani nelle loro orationi, in qualunque luogo sitrouino, di riuolgersi sempre a drittura versoquella parte, doue penſano che cada loro il ſitodel tempio della Meka: ma vi sono solamentele semplici mura, e per ornamento non vi è al-tro, che vna quantità grande di lampane, ap-pese alquanto in alto per tutta la chiesa, e tutteal pari; frà le quali si vedono anche appese, peraccompagnamento di vaghezza, molte voua distruzzi. Di fuori, la cupola, le tribune, e mol-ti altri membri della fabrica, che rilieuano, sontutti