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1 (1650) La Turchia
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De'25. di Ottobre 1614.57e quasi sempre dritta, è la più bella che vi siadonde il Re & altri personaggi sogliono far leentrate loro più solenni. Da questa strada inpoi, c'è poco di piano in Costantinopoli, perl'inegualità de'colli: che, oltra le valli che fan-no in mezo di loro in molte parti; pendono an-che parimente, da amendue le bande, sopral'uno e l'altro mare. Questo fa parer la citta bel-lissima a chi viene di fuori, & a chi di lontanodal mare la guarda: perche, essendo tutte le stra-de, e gli ordini delle caſe, vno più alto dell'al-tro, dalla più bassa riua infin'alla cima de'colli,non c'è quasi fabrica, che ò da vna parte della cit-, ò dall'altra, non si scuopra; casa, di cui nonsi veggano i tetti, e le finestre, almeno le più al-te. Et essendo i tetti ornati di gronde assai bel-le, grandi, e capricciose, con molti pizzi chependono, dipinti di vari colori in foggie vaghee strane; e sotto i tetti, sporgendo in fuori dallecase, a guisa delle nostre ringhiere, vn gran nu-mero di veroni spatiosi, cinti d'ogni intorno digeloſie variamente dipinte; per queſto, comeper lo biancheggiar delle fabriche, e'l verdeggiardi molti cipreſſi, che per tutto ſi veggono piantati; e per l'accompagnamento, che a questicolori allegri, vno scuro gratioso di molte cupo-le coperte di piombo (che tali sono per lo piùHquel-