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1 (1650) La Turchia
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De'23. di Agosto 1614.39Belonio: dalle quali iscrittioni si conosce chia-ramente, che la città è stata rifabricata, e riha-bitata in tempi più moderni, e degl'Imperadori Romani. Vidi vltimamente, più di vn mi-glio dentro a terra, il palazzo, il quale, ò siaquel d'Ilione, come vogliono i paesani, ò pur'altro più moderno, che per la qualità della fabrica, a mio giudicio, l'vno e l'altro potrebbe es-sere, chiara cosa è, che era palazzo, ò castelloreale. Vi si vedono muraglie, tutte di marmo,grosse venticinque, e trenta palmi; portici ampissimi, torri, & ogni altra cosa che ricercavn'edificio regio. Io volsi andare in cima dellapiù alta muraglia che vi foſſe, per vederlo me-glio tutto, e per potere scoprire tutto'l paese in-torno, come feci, fin'al monte d'Ida; e ne presivn poco di schizzo di pianta, per farlo dipingere vn giorno, se trouerò chi possa intendere imiei scarabocchi. Il Belonio fa mentione delle Lib. 2. c. 6.reliquie di vna gran torre, che egli stimò esserestata fanale: io ne vidi vna simile, ma dentro aterra; e per fanale, questa mia mi par troppolontana dal mare: piu tosto haurei potuto pen-sare, che fosse quella,vnde omnis Troia videri,Et Danaum solitae naues, & Achaica castra,se quella Virgilio non hauesse scritto, che fù ro-uina-