De'23. di Agosto 1614.31volse in ogni modo tenermi sempre in casa sua;per euitare i pericoli di questi nuoui bandi, pu-blicati contro i forestieri; cioè, che chi non èdi natione amica a' Turchi, come Francesi, esimili, non possa venire, nè stare ne' paesi loro:i quali bandi, benche io gli sapessi in Italia pri-ma di vscirne, non mi rimossero con tutto ciodal venire in queste parti; sperando di poter su-perare ogni pericolo, che per essi mi fosse potu-to auuenire, con la mia destrezza. Ma, tor-nando al propoſito, mi trattenni in Scio noueò dieci giorni, co'l maggior gusto, che habbiahauuto mai in vita mia. La città, per se stessa,è grande, e bella, più di sito, che di fabriche:cioè quella di fuori, che prima era i borghi, do-ue adesso habitano tutti f Christiani; che nongli vogliono lasciare stare, nè andar dentro alcastello, che era prima la città; per sospetto chene hanno hauuto i Turchi, dopo che le galee diFiorenza tentarono di sorprenderla. Tutta in-sieme, farà venti, ò venticinque mila animeIl castello, è habitato adesso solo da' Turchi, epotrà esser grande quanto Castel nuouo di Na-poli, se non più. Mi dicono, che dentro sianomigliori strade, e belle fabriche; ma non poteivederle per questi sospetti: però, se io vi tornoquando hauro il saluo condotto del Gran Signo-re,
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1 (1650) La Turchia
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