DI VICENZO CERVIO. 557
"broccar /ofarfr diponere la forcina ibprail collo del pavionc , facendo entrare libulichi fòle due fpalle ,&che'l collo redi appicato nel mezo delli branchi dellaforcina, fpingendo quelli tanto dentro della punta della forcina eh'arnia nella^unta dell 'odo del petto, di forte che leuando il pauone in alto, il collo verrebbea rellar di fotto, & li piedi volti di fopra, quelle due foggie d'imbroccare li pof-fono fare in ogniforte de vccelli gradì, ma non farà mai poffibile, che quelli fipolfono trinciare; né diuidèrecon quella facilità fi farà imbroccandoli nelle renicome ni intendarai,&lafciandoi due modi fudetti, folo diremo di quello d diereni. Hauendo dunque volto il pauone come dilli, con il groppone di ( > .a,tenendo fernpre .ferma la punta del coltello doue laponelli, voltaraila puntadella forcina all'ingiùfenza piegare la teda, tu imbroccarai il p mone 11 e! mezzodelle reni, fri le fpalle, & il groppone, ponendo vno de' branchi della forcina.,,che entri dalla banda dritta, Se l'altro dalla banda manca, pingendo poi Ja forci-na per il dritto all'ingiù, tanto che li branchi arriuino alla punta dell 'olio d .1 inet-to del pauone, & quello fi fàaccioche quello fi tenghi più fermo nella forcina^,perche non folo il pauone ; ma qual altra cofa fi voglia che tu hauerai nella for-cina ,fe non farà imbroccatagiuda, e ben ferma, quella ti baiati fopra la forcinadi forte che tu farai sforzato d'imbroccare di nuouo, il che faria brutto vedere, &pareria che tu non haueffihattuto giudiciodifaperla imbroccatela prima volta,& per quello fi dice, che la punta de' branchi deue entrare da baffo nell'offo delpetto, accio. he il pauone dia più fermo, imbroccato che fia il pauone, con buo-nagratia tttloleuaraiinalto, aiutandoti con la punta del coltello perdami piùgrada, tenendo fempre quello fermo in alto, con la mano foda della forcina,fenzapofarlo maifeiupotrai, fino che hauerai finito di trinciarlo tutto, oueroquella parte che ti farà di bifogno.
Ma perche il pauone è vccello molto graffo, & per la groffezzafuaè mortodifficile il tenerlo folleuato fopra la forcina, iovoglioperduecaufechetu lieuiprima il collo, e le due coffe, l'vna per fgrauarti la mano di quel pefo, I altra, per-che alla tauola de' Prencipi non fi fuol feruire del collo, ne del le coffe .Volendo-ne adunque leuar le coffe, tu volterai il pauone per fianco, facendo che la gam-ba dritta venghi àredare di fopra , & che li piedi guardino verfo la tua manodritta, & il collo verfo la tua banda manca,facendo piegare vn poco il pauoninnanzi verfo il tuo Signore, tenendo ferma la forcina, tu fpingerai la punta delcortello fotto l'ala dritta, con il taglio volto all'ingiù tu darai vn taglio alla coffadritta dalla banda di dentro, entrando bene co! taglio del coltello à canto l'oliodella coda, affondando ingiù fino à canto l'offo del groppone,Icuando poi il cor-tello tu volterai vn poco più il groppone verfo la tua mano dritta, & col tagliodel cortello verfo la tua mano manca, tu darai l'altro taglio alla medefima coffadalla banda di fuori, entrando bene fempre col taglio à canto l'offo della coffa,affondando benel'vno, & l'altro taglio all'odo del groppone, & quello fi fa, ac-cioche la colta fi lieui più facilmente : & perche refta ancora più carne della cof-fa attaccata al groppone, dato che tu hauerai li due tagli alla coffa dritta, tu po-llerai la punta del cortello dalla banda di fuori della detta coffa nella polpa, lot-to lacongiuntura della colla,&fopra coffa, facendo entrarla tanto dentro, chet« lenii che bada hauendo il taglio del cortello volto verfo la tua perfona, tenen-do ben ferma la forcina, voltando il cortello verfo te,ne leuarai la coda fàcilmen-te per li due tagli datili prima, la qual coda cofifopra la puntadel cortello gra-
tiofamente