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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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DI VICENZO CERVrO. 5 *i

più da vna banda che dall'altra, ma che quello redi pari, egiufto, e quando tuyorraiTaperfe il coltello hauerà prefo il filo, tu tirarai i! taglio l'opra l'ogna del di-re ^rodo della mano manca, efeil taglio vi il attaccar! farà fegno clic il coltellohauti il filo à baftanza. Leforcine poi volendole nettare le freggarai (òpra il det-to legno con iainedefima poluere la quale farai polita, e bella, e tenendo que-ff ordine fempre li tuoi coltelli faranno politi, e netti.

llmodo che fi dette tener ver dare principio alt officio dei T rinciante.

Cap. Vili.

NOnbafta che io tihabbia moftrato come fi nettano Iicortelli, Se come fe li

dà il filo, che ancora bifogna che tu fappi come fi tengono nelle mani, &come fe adoprano, & come fi deue fare per dar principio à quello officio ; per-che gran vergogna farebbe di vno che non hauefle mai adoperato quefta fortedi forcine, & col telli, & che alPimprouifafe volefle ponete à feruire alla prefen-za de! fuo Signore, & però faràbene che prima tu fappi il modo che dcui tenetein dar principio. Io voglio adunque che prima da te folo, hò accompagnato co-inè à te piacerà, che tu facci accommodare le tue forcine, & coltelli fopra vntondo con vna faliera nel mezzo piena di falc, cofi come è folito di farfi, facen-do poi ponete nel medefimo tondo vn credenzino fatto de vna mollica di pane,il quale và tagliato in quadretto longo mezzo dito, facendo poi ponere fopra lafaliera, & li coltelli vna filuietta piegata cofi per il trauerfo, coprendoli poi con.,vn'altro tondo, &à quefto modo fi acuono fempre accori modare le forcine, &coltelli ogni volta che il tuo Signore vorrà mangiare, la faluietta farà per po-nertifopra la fpalla per nettarti ie mani, & li coltelli, quando ti farà dibifogno, leforcine, & coltelli faranno per imbroccare, & trinciare tutte le forti de viuande^»che faranno pofte in tauola, 1 a faliera col falc per potere poi con la punta del car-tello buttar del file fopra il tondo del tuo Signore , & doue farà bifogno, il cre-denzino fatto della mollica del pane farà per far credenzare le viuande che fa-ranno polle innanzi al tuo Signore, quel tondo poi concheficuopredi fopra,vi fi pone per la grandezza del Prencipe, perche non fi deue mai ponere cofa in-nanzi la perfona lua che non fia copcrta;Tutto quello ti hò voluto dire, acciò chetufappia perche fi acconcia in quefto modo le forcine, & cortelli tuoi. Io vogliodapoi che tu ponghi quefto tondo acconcio nel modo detto , fopra vna ta-uola apparecchiata, hauendo poi dentro vn' altro piatto vna mollica di vna grof-fà pagnotta, acconcia di maniera come fe folle vn pezzo di carne • onero pigle-rai vn cedro, ò vna grolla rapa, che ogn'vno di quelli farà buono per dar princi-pio a queft'otticio, ma per bora diremo follo della mollica del pane, perche da_»ogni tempo fe ne troua, la quale acconcio come dilli ponerai invn piatto, co-prendolo cofi come face Iti li cortelli, & l'vno, &; l'altro piatto cofi coperti haurai■ polli fopra la tauola, accollandoti poi à quella in piedi, voltando la faccia verfola tauola come fevi fotte il tuo Signore, dipoi tu t'acoftarai pigliando il tondo,doue faranno li coltelli, & quello ponerai à canto di te dalla tua banda dritta, &il piatto de'la mollica porrai dalla tua banda manca, feoprendo poi l'vno, & l'al-tro piatto pigliando con gala marta la faluietta, che ftà fopra la faliera, la quale>coli piegai. per il lungo tu te la penerai fopra la fpalla manca,l'opra la fpalla man-ca> dico perche tutti li trincianti de' Prcnapi grandi fe la pongono fopra la fpalla »

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