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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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i<s o IL TRINCIANTE

molte volte, e feilcortello farà troppo dolce di tempra toccando col m'ho ilcaldo della carne, quello fi riuoltera come fé forte di cera di forte che non fe nepotriaferuire, e per quello bifognahauer molt'auuertenzanel darli la tempra.Fatto che farà il cortello, e condotto à quella perfettione che hò detto, non ódubbio che malamente fi potria pagare la bontà di erto al maeftro ; Dato che lefarà la tempra bifogna mandarlo allo arredatore, il quale arredandolo lo deuoaflòttigliar alquanto mantenendolo giudo, eparifenza leuarli il fuo garbo, ta-cendolo poi brunire,come facetti le forcine, auuertendo molto bene'fatto chofarà il cortello di tutto punto, di nonio mandare mai più allo arredatore,perchefi ftempraria di forte, che non lo potrefti adoperare, ma nota che il cortello non■deue tagliar niente fopra il manico vn dito fecondo che trottanti fegnato di negronel modello, ma volendoli nettare, e dare il filo tu lo intenderai nel fequente_<capitolo. Quefta foggia di forcina, e coltelli, tu la troùarai fempre vtile, e buona,vtile dico per efler quelli lungi di tratto,quando tu hauerai imbroccato quella co-fa, che tu vorrà trinciare, e leuatola in alto, ftando con la perfona al fuo fegno tuhauerai la robba più lontana dalla mano, e dalla perfona, che farà più bel vede-re , e farai ficuro di non toccare la robba con la mano, e ficuro ancora di non ta-gliarti le dita, quello che nontihauerà delle forcine, e da cortei li curri, e que-llo credilo à me, che ne hò, molte volte fatto la efperientia, quando adoperanoquefta forte di forcine, e cortelli curri : Adunque per le ragioni dette di fopra..concludo, che non fi può trottare la più bella né la più vtile fòggia di quefta.

Come [mettanole forcine, e cortelli, e come fi li da il filo.

Cap. VII.

NOn batta che tihabbia inoltrato,come vanno fatte le forcine , e li cortelli,che ancora bifogna che tu fappi come fi tengano netti, e fe li dà il filo perfar che fempre taglino come rofori, e cofi come ogni vn di qual profetfione fi vo-glia è obligato di tener in ordine fuoi libri, fue arme, fuoi ferri, & altre cofe fimili*'fecondo la profeffione di quello, cofi ogni Trinciante è obligato di teneiein or-dine li fuoi cortelli; e fere sì che fempre radino, e Te il cortello non tagliarà,ilTlinciarne per {ufficiente che fia, non potrà fare cofa buona, volendoli dunquenettare, e darli il filo, tu renerai l'ordine che ti inoltrerò qui forre; io voglio dun-que, che tu pigli vn pezzo di legno difalice lungo due palmie largo due dita > ilqual tu farai lpinar con la piola dal maeftro di legname da tutte lebande, il quallegno telo portarci poi fopra vna banca, òdouepiùti piacerà, pur che quelloftia pofato fermo, che n on fi muoua, haucjido poi di quella rena che fuole cade-re della ruotadell'arratofe,ò altra rena fimile, la quale deue effere ben fecca, eben trita, e di quefta ne buttarai vnpoco di fopra il detto legno poi pigliami ilcoltello nel manico, e con molta preftezza leggiermente lo freggarai fopradettolegno da tutte le bande il manico, e la lama, tanto che tu vedi che quello fia bennetto, dipoi che il cortello farà netto, volendoli dar il filo tu buttarai di nuòiio vnpoco più dell;- detta poluere fopra cucito legno, tenendo il concilo flretro nel.manico, il quale con molta deftrezza andrai fregando la lama da tutte due le_>

tu fc ntirai che il cortello fi rifcaldafarà fe-gno che quello pigliati pretto il filo, all'horacon molta preftezzalo fregarai ver-

' taglio dalle due bande, auuertendo à far di modo che il taglio non fi nuolti

più

bande v erfo la parte del tagh'o, e coni-gnochcfo ritagli

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