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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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559
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DI VICENZO CERVIO. 559

re debba, effer conforme à quellodclli coltelli è forcine che adoperano io,allindo feruiuo in quello officio il Cardinal Farnefe mio patrone, e di quelta_forte, che hoggidì li collama in Roma, e fra tura quelli che fanno profeffione diTrinciante, & in vero fra tutti le foggie, non fi può trouarela più bella ne piàvtile di quefta, la quale foggia, e garbo hà da edere appunto nel modo che m in-tenderai .

Di qualgiV bo , & di qual tempera fi deuonafare le forcine » CIrli cartelli.

Cap. FI.

E Gli è tanto grande il numero delle cofe che hanno da trinciare, & tanto di-uerfe l'vnadall'altra, che chi voleffe di continuo adoperarevn cortello, &vna forcina, non fària potàbile. Adunque è di neceflìtà »cofi come fono diffe-renti ievitiande che fé hanno da trinciare, che ancora fiano differenti le forcine,& cortelli che fi hanno d'adoperare. Dico adunque che di tre forti hanno da ef-fere le forcine, & col telli, cioè la grande, la mezzana» & piccola, & ogni forcinadette hauere il cortello fecondo la loro proportione. Volendo io prima dire del-la forcina, fi deue credere che fi dirò di vna che s'intendi ancora delle due altre-»che li vanno appreffo. Deue adunque, la forcina effere tutta di ferro, e di dolcetempra, acriòche percuotendo il taglio del cortello in effa quello non fi fgrani òfi rompa, la quale forcina deue effere compartita in tre parti eguali , e deuepoieffere longa di manico, e de' branchi, fatta congni Ita proportione fecondo la.,grandezza della forcina, la prima parte dei manico, cioè quella che fi tiene nel-la mano deue effer alquanto grolla, fatta con quattro faccie, acciò fi poffa tenerepiù ferma nella mano, ancora che vi fi poteffe fare il bottone nella tella per orna-mento dellaforcina, pur io, lo lafciarò ,accroche con più facilità quella fi poffa_.nettare y La feconda parte del manico , che farà fino alli branchi , quefla_.deue effere più fattile affai, fitta con otto faccie, eper farela forcina più leggiera,e con miglior garbo-, Latetza, & vltima parte faranno li branchi, li quali vannodiuifil'vno dall'altro alTottigliandofi fino alla punta con 4. faccie feguite, e ie_>bene li branchi faranno più lunghi di vna delle tre parti, non importa, perche tibranchi lungi fono più vtili, e fanno la forcina più bella. Ha d'auuertire il mae-ftro che li farà nè darli quella volta die diuide li due branchi, che fia netta, e fen-za alcun pericolo, perche molte volte auuiene che bifognarà fecondo l'occorrentie aprir, e llringereli branchi, die non effendo quella volta netta, la forcina fal-taria in due pezzi ; vuole effere anco lauorata polita di lima, & ancora brunitadi fo te che paia tutta d'argento; e quello modo fi deue tener nel far le forcine^,ogni vna.di loro fecondo la grandezza, e qualità fua ; il cortello poideue efferefatto tutto il manico, e la lama de acciaio finiffimo, il qual cortello deue effere^/curto di manico, graffetta alquanto, fatto con quattro faccie fmifato vn poco dal-la banda della colla, e del taglio, deuepoi la lama effer lunga, ftretra, e lottile fe-condo la lunghezza, e cortezza del cortello, la qual lama deue piegare poco òquali niente con la punta innanti. Fatto che farà il cortello di martello, bifognadarli il fuo garbo con la lima, e quando farà giuflo fecondo il modello bifognadarli la tempra, equi bifogna hauer molta auuertenza, perche feil coltello faràduro di tempra, percotendo col taglio fopra vn'ailo,ouero ne' branchi della for-cina, quello fi f granarà, ouero faltaria in due pezzi, cofi cornee anuenuto ino

molte