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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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532
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S3i DI M. BARTOLOMEO SCAPPI.

Per fare fapor d'vua pajfa, Cy' prugne Cecchen . . " Cap. CLXXXVìl.

1 igl.ii vna liorad vua p.ifla, & vn'altra diprugnefecche ben nette,& hinrcducanoli con vino, & aceto, che fia in tutto feifogliette, & oncic ere di mollìc-cio!:;; cotto che fara, pallili per lo fetaccio. Se vi vorrà aggiungere cannellanoci mofeate, farà in arbitrio, con vna libra di zuccaro fino pelìo, feruafi in piat-ti» & fappinfi che durerà alcuni giorni.

Per/are fapor bianco di mandole ambrofincs.

Gap. C LXXXVlJhPeftifi vna libra di mandole ambrofine con mollica di pane bianco imbeuera-t > nell'agretto cliiaro, palfilìper lo fetaccio,hauendolo ftemperato con l'agretto,fugo dilimoncelli, giunganouifì fei oncie di zuccaro fino pelto, &vn poco ditale, Se leruafifrefeo, percioche pretta fi corrompe.

Per fare falfa di vino di mele tranatis.

Cap. CLXXX1X.

Piglili il vin d'effe mele granate chiaro, & per ogni libra di vino otto oncic dizuccaro, facciali bollire nella cazzuola,ò pignatta pian piano,fchiumandolo fìn'àtanto che faccia il corpo come fi dirà della falfa reale nel cap. fequente, pie (lo alprolìimo, che farà il cap. 191.

Per fare falfa di Rebis. Cap. CXC.

Piglinoli il Rebis, ch'è come vua rolla, fgranili, e piglili il migliore, Se non ilmaccato 1 ani fi, facciali bollire con tanta acqua chiara, che ftia coperto di tre ditida vantaggio fin' à tanto che fiano crepati i grani, pallili la decottione coli caldaper lo fetaccio, ripaliìlìper la calzetta di rafcietta bianca, fin' à tanto che fi vedràche fia chiara come vn rubino, & per ogni libra di decottione pallata vna libra, Sedue onde di zuccaro, facciali boi lire pian piano nella cazzuola, mefcolandofi dicontinuo per rifpetto del zuccaro , che facilmente li farebbe abbruciare, comeauuiene in tutte l'altre falfe chi non le cura, bollito.che farà per mei hora fi farala prona, Se fe cominaerà à muefciare, canili fubito,& ponga fi in valbdi terra in-uetnato, & quando farà 11 freddato fe ne potranno fare bicchieri, percioche facil-mente gela, come fa il gelo, Se più torto fi può chiamar gelo che falla -Per fare fapor e del corpo del fudetto Rebis.

Cap. CXC1.

Piglili quella parte, ch'è rimafta nel fetaccio, (Setacciali bollire con acqua, Sevino, con moftaccioli pelli pcrmez' hora pallili per Io fetaccio, giungendolazuccaro, vnpoco di file, Se fpetierie dolci, & feruafi à beneplacito.

Per fare falfa reale. Cap. CXC 11.

Piglinoli libre tre di zuccaro fino, vna Foglietta d'aceto bianco fenza rofe, &vn mezodi vino bianco, & vn poco di cannella intiera, & facciali bollire ognicofa in vna pignatta nona inuetriata, fin'à tanto che verrà alla cottura, tengali co-perta la pignatta, che non polla fiatare, & per conofcere la cottura, mettatene Co-pra vn piatto. Se fe farà boccula, che toccandola non fi fpancta, farà cotta, fenia 1poi fredda, Se habbiafi auuertenza, che non li brufei, perche fi ha da cauarlu itoche farà la boccula, come di fopraè detto, farà in arbitrio quando fi cuocerà, nu»terui noci mofeate, Se chiodi di garofani in loco della pignatta pu i-cuo-es-anco nella cazzuola. Ver