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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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529
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:e fenza peftare il corpo del gambaro, ma quefto ti fa, per-ire odore, il brodo habbiacolore , benché di Maggio pei

emetto , ch'è nella coda, perche quello lo fi effere dure, mettanoli in vnuV rVlnoli, Ò baftardella,e faccianoti forFrigjjere con oglio di mandole dolci,ò d'o -Ue o butiro frefco,peft»(i il corpo con la (coiza in vn mortaro,(tempriti con l'ac-"Vdoue è cotto il gambaro, paflifi per la ttamigna,lafcifi ripofare,piglifi la par- più chiara, mettafi con le code tantoché ftiano coperte di due dita di vantag-gio, taccianoti bollire per mezz'li ora, & più, ò meno fecondo il bifogno con a-eretto"intiero, ò vua parta,ilche farà fecondo i tempi, & mettendoti l'vua patTa,

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vorrà 1

che habbia pii

tutto Agofto le code, & zanche faranno il brodo più rollò che d'altro tempo.

_v.

Per fare pottavito manche, & code di Locufte.

"iCap. CLXX111.

Pigliti la Iocu fta, facciati aleffare in acqua, vino, & fale,turiti il buco della codacon vn poco di bambagia, ilche fi perche l'acqua non entri dentro, la quale_>acqua la farebbe slegnofa » & le caucrebbe la bontà, & cotta che farà piglinoli lezanche che fono afiai più tenere che la coda, battanoti minute fopra d'vna tauo-k al modo che ti batte la carne di vitella, giungauiti con effe dell'oua frefche,mapiù loffi che chiare» zitccaro,& cannella,menta,maioraaa, & pimpinella battute»vua fpina, ò agretto che tia intiero, & mondo, fenz' anime, ò vua parta fecondo itempi, facciati della compofitione vna palla à foggia di ricotta, & facciati cuoce-re con brodo fatto d'acqua, fale, & butiro, òogiio di mandole, & feruafi nel mo-do delle frauoline fopraferitte al cap. 174. & d'effa compoficione fe ne potrannofare rauioli fenza fpoglia, & feruirli con zuccaro, & cannella. Sopra la coda del-la locufta fopradetta, monda che farà, e tagliato il neruo, fi potrà tagliare in pez-zoletti, e tener l'ordine del gambaro foprafcritto.Si può ancora battere con li col-te/li, & con oglio, ouer butiro farla fa friggere giungendoui brodo d'altro pefee,onero acqua, & file, cannella, & zafferanno», e tutte l'altre materie che fi fonopofte nell'altre, eccettuando l'oua, facciati poi cuocere di modo che retti come lacarne di vitella, & di quelle compofitioni fe ne pofTono fare pafticceti . Il limileli può fare del gambaro lione, & del granchio porro, che ti troua-nel Mare Ha-driatico.

Ter accommodare Granchi teneri in più modi.Cap. CLXX1X.

Pigliti il granchio tenero nella Priniauera, & nell' Autunno, de quali in Romate ne trouano molti, & anco in Venetia, ma fono affai più piccoli, ìk chiamanotimollecche, infariniti con fio di farina, friggati con oglio ò con butiro purgato.Seruatì caldo con fugo di.melangole fopra. Si può anco coprire di falla verde inloco del fugo. In vn' altro modo fi portano accommodare cioè farne pottaggettiCOn oglio, ò con butiro & herbiccine,con vua fpina, ouer con agretto fenz' ani-We, ò vua palla : lidie farà fecondo i tempi. In quefto modo li poffono accom-odate le locufte mutate, li gambari lioni mutati,& ogn' altra forte di gamba-">Sgranchi mutati.

Per cuocere Luce et ti fu Ingraticcia. Cap. CLXXX.

Piglinoti i lucetti che partìao quattro onde, mettanoli fu la graticola fenza ef-£ te lcagliaji, ma folo canati gl'interiori per la bocca, bagninoti con vn rametto

Xxx di