UBRO SESTO.
. vo l« che fi .vorrà Iettare efia tfeierrna facciali rifcaldare il latte ,& tengaliI °" t L e d, compartirlo in vali come è detto disopra, & volendo portare efficacijf/ jrr c di loco a loavnìettanofi in vali di terra, ò di vetro, tenendoli turati pern-fberro dell'aere che li farebbe venireróffiv^agri.
Per fare ricotte con mandole ambrojme, &feme di mellone.I Cap. CXLVl.
Peltinofi libre due di mandole che prima fiano ftate in molle in acqua fredda »& monde con onde quattro-difeme dimellone fimilmente-monde, & vna libra,& mezza etiiutearo firady {temperandoli, con brodo confumatoj & ahiaro, fattoefi ]ucciofteii:Oj : & nonhmtendoilucció Spigole, & mancando pefcé ^piglili bro-do dipiedi di'capreKo, & palfifi pér io fé taccio, fàcciafi poi cuocere ai modo che;s'è cottoTamidÓ nel capJ ^vgiungendoui vn poco d'acqua di rofe, & come fatafeda, pongafi nelle fòrmc.dellc ricotte fette di vimini, &c mettanoli in loco frefetk-Quelle che fon fatte con brodo di pefee fi féfueno ne i giorniquadragefimali, &quelle che fon fatte col brodo di piedi di capretto fi ferueno in giorni gi'affirconu.zuccaro fino, & fiorifopra. - . • • >
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- i . :* cuocere Maperbeuere con acqua calda±>.'
I tó;ìonrtm&»snoJàb ornai C-ap. CXLVlT. • •• . .
Si tiene che l'ótìa delle galline noftralifiano le migliori di tutte liaitre volate-rie, e tanto più quanto efla gallina farà pafeiuta di grano, & nondi herbe rli vorranno per beuere vorranno effér nate in quel giorno, &habbialivn vafod'acqua ch'é bolla, &'ponganouifi dentro l'oua, & (àbito tirili il vafo in dietro,&carfani! l'Otta, & facciali vnbufeietto da vn canto delL'ouay^rritot niBófi nel vafrij5rf)'Vedià vifcir fuora il chiaro,& quando 1'ouafaranno ftate dentro per tanto fpa-tioquanto fi dice il credo*fi cau eranno, &tocchifi quel chiaro che fata fuori delbufeio, chi fé fui fodo farà cotto, fi.può anco far proua con il colteHQ, fé faran-no cotte, bàttendoli con la cofta d'elfo coltello, che féefféoua non fi romperan-no, & refifterannOj alla botta, faranno cotte, ma per contrario fé fi romperanno »norrfarannocottcypero quelle del bufeio fon più ficure. Si poffono anco cuocereal calot' delifoco, & come ritireranno il fudore a fe, faranno cotte. u' Per cuocere otta fparfe inacqua. Cap. CXLVlli.
Piglili l'oua nato di quel giorno, (^erompali con deftrezza invm r aCojOuefiavnpoeo di acqua chiara fredda. Il che fi la, perche quando fi n ietterà nell'acquache bolla, più fàcilmente l'oua vada al; fondo, & ficuopra, & il chiàro fna_raccol-to aifiemej coperto che farà di modo che refti candido, & il roffa no n fia rotto,canili l'oua con vna cocchiata piena. Il che fi, fa perche fe la cocchiata haueflebufci, le chiare intrarebbeno nei hufei, & impedirebbeno che non fi potrebbemettere nel piatto. Seruinofi con agrcfto fopra, & zuccaro, ò con fugo di melan-gole, & fé vi fi vorranno alcune fcttoline di pane vnte di bruirò nel piatto,vi fi po-tranno ponere.ì , ■ r 1 1 ■ 1 . ,,, :
Ver cuocere oua fparfe in vn' altro modo. Cap. CXU1X.
'-Pigiinlì i'oua'cotte nel modo di fopra-, & haiibiafir^-pparecchiatoil piatto conialcune féttoline di pane fotteftato, ponganomi! i'oiia fopra, habbitrfi poi vn la-pore fatto di fugo d i mclangole, agre fio c hiaro, & zuccaro , vuapalFa, &buaro
Vuu boi-