Prov. II. 22.
Lettera 17. da Baghdad52si legge nella Sacra Scrittura. A questi anelli danaso, in gratia mia, hà dato ella bando: manon hò potuto ancora impetrare, che faccianoil medesimo la cognata e le sorelle di lei; tantopiace vna vſanza radicata, benche cattiua, a queiche in essa sono auuezzi. Gli ammanti, final-mente, da coprirsi le donne quando escono dicasa, son, piu che altro, differenti dagli altri,che infin' hora hò veduti: perche, non sono ve-sti di panno, come in Costantinopoli: nè pan-ni lini bianchi, come in Soria, & in Egitto:ma, frà la plebe, si vsano certe tele scaccate bian-che e turchine, come le porta anche in Cairo ſi-mil gente; e frà le perſone ciuili, drappi di ſe-ta del medesimo colore, sottilissimi, e leggieriper gli caldi grandi che regnano; ouero, quel-le di maggior qualità, portano, come la miaSposa, i medesimi drappi di vn color solo, òpauonazzo, ò turchino scuro, con certi fini-menti alle bande di altro colore pur'oscuro, cherappresentano assai al viuo il manto, che si vsadi dipingere alla Beata Vergine nostra SignoraMa, essendomi steso tanto, con occasione di de-scriuer gli habiti, in ragionar della mia sposa, èforza pur'anche, ch'io accenni a V. S. breuemen-te qualche cosa della origine di questo nostro ma-trimonio.Sap-
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