Lettera 13. da Aleppo482Cose, delle quali la Sacra Scrittura non fà puntomentione: ma che però non c'è niente in contrario, per lo che non si possano credere. Midisse di più, che vsano essi di circoncidersi, pri-ma di battezzarsi; circoncidendo i figliuoli ottogiorni dopo che son nati, e battezzandogli incapo a i quaranta giorni. Che battezzano conacqua, come và; e parlandogli io di non sò chebattesimo co'l fuoco, che fra di noi è fama nelvolgo, che si vsi in quelle parti, se ne rise, e sene marauigliò, come di cosa a lui molto nuoua.In questi, e simili altri ragionamenti mi tratten-ni io aſſai bene a Cattia co'l buon Tabuta Chri-stos, cioè Seruo di Christo, che così mi disse, chesi chiamaua il prete Abissino. La Domenica poi,che fù alli venti, partimmo da Cattia accompa-gnati da circa a venti caualli, che il Beigci die-de co'l suo Chiechaià, ò Maggiordomo, per gui-da, e per guardia: però la carouana in queſtoluogo era ingroſſata molto, e poco biſogno haue-uamo di quella compagnia. Caminammo poco,perche quell'arena molle, che duraua tuttauia,stancaua molto gli animali; onde ci fermammopresto a posar la notte presso vn acqua, che si tro-ua, per la commodita di bere. Il giorno seguen-te, caminammo per le medesime arene; ma letrouammo vn poco più sode, e con alcuni cespu-gli
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1 (1650) La Turchia
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482
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