VIII
470Lettera 12. dal Cairodi quando in quando i pulcini, secondo chevanno nascendo, e che pare a loro tempo a pro-posito. Ma molte altre circostanze così fatte,per breuità, le tralascio; gia che la maggioreimportanza di questa arte, al parer mio, consi-ste in saper dar quel temperamento giusto delfuoco, che secondo me, in questo paese, è aiu-tato ancora da quello dell'aria; il che nè io hòpotuto imparare, nè all'aria de' paesi nostri cre-do che riuscirebbe. Dirò ben solo, che l'espe-rienza mi mostra, che i pollastri nati in questomodo, de' quali mangiamo ogni giorno, nonsono a mio giudicio di così buon sapore, comei noſtri nati ſotto alla chioccia.Mi souuiene ancora da dire di hauer vedutoper la città del Cairo molte case, le quali nel mu-ro di fuori sù la strada hanno vna lista larga egrande di color rosso, tutta scritta di lettere Ara-biche bianche: & hauendo io domandato cheſignificaua quella ſcrittura; mi hanno detto, cheson le case di coloro, che sono stati in pellegri-naggio alla MeKa. In molte altre case (e que-sto non era da tacere) hò veduto pur nel murodi fuori dipinto vn tondo di color rosso e giallo,ò simili; nel mezo del quale, che è come spar-tito in due parti, quasi sopra vn'altare, vi è di-pinto vn calice, con due candelieri, vno diquà,
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