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1 (1650) La Turchia
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184
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III

184 Lettera 5. da Costantinopoli.dato da mangiare a tutti i Ciausci in sala, & agli Spahi, e Giannizzeri, & altre genti nel cor-tile; e'l mangiar loro non fù altro, per quel cheintesi, che pigliare, a chi prima poteua, la rob-ba, e mettersela chi in fazzoletti, chi nelle vesti,senza curarsi d'imbrattarle, e portarla via; sì chefù ſpedito molto preſto, ſenza alcuna ſorte di ci-uilta, all'vſanza di beſtie pari loro.Finito che hebbero costoro di mangiare, ven-nero a chiamare il Signor Ambasciador di Fran-cia, che solo di tutti gli Ambasciadori si trouò albanchetto; & andammo subito, con molti del-la sua corte. Erano preparate nella sala trè ta-uole, vna per trauerso in capo, e due per lungoda vn capo all'altro. In quella in capo mangiarono ī Signori Baili co'l Signor Ambaſciadore,e con molti di noi altri, sedendo in questo mo-do. Nel capo, dalla parte destra, staua il Si-gnor'Ambasciador nostro, & incontro a lui ilSignor Bailo vecchio: sotto al Signor'Ambascia-dore, il Signor Bailo nuouo, sedendo tutti trèin sedie di velluto rosso con oro. Incontro al Si-gnor Bailo nuouo (ma in banco di noce, comeanche sedeuano poi tutti gli altri) messero me;compiacendosi quei Signori di honorarmi in ca-sa loro. Sotto al Signor Bailo nuouo, vn Ciausc;e credo che sia quello, che è venuto con lui daVene-