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181De' 20. di Marzo 1615.famiglie di tutti gli Ambasciadori, i Gentilhuo-mini Perotti, tanto di rito Greco, quanto di ritoLatino, & i Mercanti Christiani di tutte le na-tioni; vestiti tutti all'vsanza, chi del suo paese,e chi di questo; ornati più che poteuano, e conmigliori caualli che ciascuno potè condurre, econ più ricchi guernimenti. V. S. mi creda cer-to, che faceua bellissima vista: massimamentecon l'allegria di questi habiti strani, di colore;con le selle de caualli alla Turchesca ricchissi-me, con le scimitarre, & altre bizzarrie, che algusto mio, almeno per la nouità, dilettauanomolto. Credo, che fossimo in tutto circa a du-gento cinquanta caualli; senza la gente a piedi,che era in gran copia. Il Segretario d'Inghilter-ra non venne, nè so perche: per rispetto di pre-cedenze, non credo; perche son cose decise, & aFrancia cede d'accordo. C'era ben la sua fami-glia, che io ne conobbi alcuni. Io poi (nè paiastrano a V. S. che molte volte parli di me stes-so; perche lo sò, sapendo, che a lei, che mi ama,è di particolar curioſità l'intender le mie coſeio, dico, in questa solennità, volsi comparirevestito all' Italiana, di colore, ornato anch'io dipiume, e d'altre bizzarrie al meglio, che pote-ua; e sopra tutto con vna spada, & vn pugnalegalante, che portai da Napoli: e mi diede grangusto,