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1 (1650) La Turchia
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176 Lettera 5. da CostantinopoliIn Signor Bailo non volse scendere in terra fin anotte; credo, per euitar gl'incontri, e per dar man-co incommodo a molti. con tutto cio, a quel-l'hora che scese, che verso le due di notte al-l'Italiana, il Signor Ambasciador di Francia (ecosì penso, che facessero tutti gli altri) mandò ilsuo primo Segretario a complir con lui fin'allariua del mare; e'l giomo seguente poi andò inpersona a visitarlo con corteggio, non solo dellasua corte, ma di tutti i Francesi, che viuono inquesta citta, che sin molti. Io ancora, andai conlui; vestito alla Francese, parendomi douere diseruire il Signor'Ambasciadore in tal'occasionecon quell'habito, poiche alloggio in casa sua.Quattro ò cinque giorni dopo, tornai solo, e ve-stito all'Italiana, a far riuerenza, come da me,al Signor Bailo; e ne riceuei molte accoglienz:e trà le altre cose, senza che io gli dicessi niente,mi si offerì da se stesso, di condurmi frà quei po-chi, che doueuano entrar con lui a baciar le ve-sti al Gran Signore; hauendo saputo da terzepersone, che io lo desideraua, e che pensaua disargliene parlare dal Signor'Ambasciadore. Ac-cettai volentieri l'offerta, e ne lo ringratiai: contutto ciò, il Signor Ambasciadore volse fauorir-mi di palarne egli ancora, & al Bailo nuouo,& al ve-chio, che era il Signor Christoforo Va-liero;

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