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1 (1650) La Turchia
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VI

Lettera 3. da Costantinopoli.172doni: e fò fine, baciandole le mani, con pregar-la a far lo stesso da mia parte al Signor Lutio, alSignor Gio: Battista, al Signor Ciommo, al Si-gnor N. di Gennaro, & a tutti gli amici. DiCostantinopoli li 7. di Febraio 1615.Sono stato più di due mesi molto di mala vo-glia, perche il mio maestro di lingua Turca tan-to valent'huomo, come scrissi a V. S., in linguaEbrea, Araba, e Persiana, mi haueua abbando-nato, perche staua occupato in suoi negotij par-ticolari: ma adesso è tornato a darmi lettione,con molto mio gusto; e studio come vn canearrabbiato, non senza qualche profitto. Dellequalità di queſto mio maeſtro Ebreo, e del per-che io studij più questa lingua, che le altre, nediedi conto a V. S. a lungo nell'altra lettera.Poiche c'è luogo, per maggior curiosità, &intelligenza, le disegnerò la Sala delle nozze.S50Let

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