168 Lettera 3. da Costantinopoli.gli altri, si accende vn gran torchio, bello, chelo porta il Compare, e si riporta acceso a casa, esi riserba poi dalla madre della bambina per me-moria nella camera: e se è del primo parto, comefù il mio; non si adopera mai, se non in occasio-ne della sua morte, che allhora con quello si vàa sepellire. Due altre cose lasciai nelle cerimo-nie delle nozze. La prima, che la Sposa quelgiorno non veste secondo'l costume solito delpaese; ma con vn'habito, che chiamano anticodi Pera. A descriuerlo sarei troppo lungo; solodirò a V. S., che è molto bello, & hà disegno,ampio, con molte crespe intorno, e con mani-cone larghissime, assai più di quelle de' frati diSant'Agostino; quasi come l'habito di certe fi-gure antiche, che ne' panni d'arazzo rappreſen-tano Regine, ò altri personaggi grandi. Portadi più in capo vna corona d'oro con gioie moltoricca; e sotto alla corona, pende vna capellieradi fili d'oro fino, che copre tutte le ſpalle, comese fossero capelli disciolti: e sotto a questa capel-liera, che pare molto bella, pendono al solitaloro i capelli veri; raccolti in vna sola trecciasottile, e larga assai, ornata tutta d'oro, di per-le, e di gioie, all'usanza. Questo habito, nonsi porta se non nelle nozze dalla Sposa; & in si-mili occasioni da altre donne, che siano mari-tate
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1 (1650) La Turchia
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168
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