Lettera 2. da Costantinopoli.84e di altri sì fatti particolari, qui non parlo; per-che bisognerebbe farne libro a posta; e già tem-po ne e stato scritto, e messo in luce da altri: &io ne porterò a Roma due belle ſcritture moder-ne a penna che ne hò, vna del Signor OttauianoBuono, Bailo Veneto già in Costantinopoli, chetratta molto bene del Serraglio, e di ciò che spet-ta alla Corte; l'altra, di Domenico Timone,giouane di spirito, amico mio, interprete hog-gi qui della natione Inglese, che hà scritto purassai bene di tutte le militie, e loro paghe, e gra-di, e del modo d'ascendere e di procedere, tan-to in quelle, quanto ne gli altri vffici del go-uerno.Mi era dimenticato de' Bagni, che sono purfabriche di consideratione; grandi, di marmo,con cupole grandi nel primo ingresso, sopra'lluogo doue le genti si vestono, e spogliano, cheè assai capace: e poi con molti luoghi dentro, do-ue si lauano; altri grandi, per molta gente; al-tri piccoli intorno, per molte persone, che vo-gliono andar sole a parte: con quantità di fonta-ne calde e fredde, con mille ritiramenti da pe-larsi, e da fare altre cose: e tutti sopra ornati dicupole, di finestre con vetri, e di altre galante-rie, che dentro e fuori fanno assai bella vista. Pe-rò a me piacciono più le nostre stufe d'Italia: siper-
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1 (1650) La Turchia
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