Lettera 2. da Costantinopoli.76che con ſimile idiotiſmo il volgo de' paeſani pen-si esser sotto l'Hippodromo quelle altre due ci-De Topogr. sterne, che il Gillio pur vide; non sotto all'Hip-Const. 1.2.podromo proprio, ma sotto alla casa di Abramo,cap.25.secondo egli dice, ò come dicono i Turchi,d'Ibrahim Bascia, che stà sù l'Hippodromo; vnaverso la parte del Settentrione, e l'altra versoquella dell'Occidente della detta casa. La primadelle quali, dice, esser sostenuta da quattrocen-to ventiquattro colonne, di più di due piedi didiametro l'vna, se corrispondono tutte ad vnasola, che egli ne misurò; e che stanno dispostea due ordini vn sopra l'altro, che formano intutto dugento e dodici pilastri: e l'altra, sostenuta da trentadue colonne solamente, dispostein quadro a quattro ordini di otto colonne l'vno.Io, come dissi, infin'hora di queste niuna ne hòveduta, e non sò se potrò arriuare a vederle; per-De Topogr.che, come a punto deplora il Gillio nella fine delConſtant.suo libro, le genti di questo paese, tanto i Tur-chi, quanto i Greci, hoggidi son tanto barbari,che le curiosità di tal sorte, non solo non le aiu-tano, ma più tosto le scherniscono, e fin tal vol-ta per sospetti sciocchi sogliono impedirle. Peròse e vero, che queste cisterne sian tali, quali ilvolgo le predica, e'l Gillio stesso di veduta le de-scriue, non si può negar, che non siano cosemol-
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1 (1650) La Turchia
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76
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