De Topogr.Const. 1.2.cap.13.Lib.15.
Lettera 2. da Costantinopoli.72standosi loro al muso & al petto, senza temer demorsi, nè delle vnghie. Si conserua nondime-no nell'Hippodromo vna guglia di honesta gran-dezza, tucta d'vn pezzo; & vn'altra, fatta di pezzi, di grandezza simile: & vna colonna di bron-zo, fatta di trè serpi, auuolti insieme, che nel-la cima, in cambio di capitello, sporgono fuorile trè teste in triangolo. Contano le vecchiarel-le, che questa fosse fatta da vn Mago, con vn'in-canto, co'l quale, per mezo di essa, liberò Co-stantinopoli dalla molestia di molte serpi chel'infestauano: ma son fauole del volgo. Al Gil-lio pare, che questa colonna di bronzo possa es-sere stata il piede, sopra cui si posasse quel Tri-pode Delfico, il quale diuersi historici, da luicitati, asseriscono, che da Costantino magno fos-se trasportato in Costantinopoli, e collocato nel-l'Hippodromo: non per altro, se non perche lacolonna è composta di quei trè serpi, come apunto ſi dice, che il Tripode Delfico, ò da vnserpente con trè teste, ò da trè serpi in cotal gui-sa insieme auuolti, fosse sostenuto. A me tutta-uia par di nò, per due ragioni: prima, perche,secondo Diodoro Siculo, che minutamente lo de-scriue, e ne conta l'origine e l'historia, il Tri-pode di Delfo, sopra cui sedeua la sacerdoteſſaPythia quando rendeua gli oracoli, & era fatto aposta