41De' 23. di Agosto 1614.Virg. Enei-Hic Dolopum manus, hic saeuus tendebat AchillesClassibus hic locus, hic acies certare solebant.Ma quando consideraua, che là doue vna voltaerano strade magnifiche, e palazzi superbi, so-no adesso campi deserti, e spiagge solitarie, nehaueua gran compassione; e se ben sò, che perlegge naturale,Tass. Gier.Muoiono le città, muoiono i Regni,cant.15.tuttauia parendomi cosa indegna, che vna Reggia così famosa fosse ricoperta d'herba, e di pian-te, non potei far che non mi sdegnassi, e chenon carpissi, e sterpassi con rabbia non sò quan-ti di quei ceſpugli, che haueuano hauuto ardiredi opprimer le rouine di quelle mura, per lequali tanti huomini valorosi haueuano perdutola vita, e bagnato tutti quei campi di sanguecosì nobile.Era hormai notte, e parendomi di hauer ve-VIduto tutto quello, che si poteua vedere, tornaico' miei compagni al Caicco; e con gran fatica,perche il vento era gagliardo e contrario, an-dammo a due hore di notte alla città di Tenedo,doue quella notte dormij in casa di vna Grecamolto amoreuole. La mattina riconobbi il pae-se; e lo trouai quale lo descriue Virgilio, ma più Eneid.2.presto vn poco meglio: perche la città, ò Terrache sia, è habitata da molte anime; & e luogodi
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1 (1650) La Turchia
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