Echinadi.Strofadi ha.bitate daMonaciGreci
14Fende il Delfin le spume, e nel caminoS'auanza sì, che de' Cerauni appareL'erta rupe, in cui ſpeſſo aſpre ſaetteIrato Olimpo auenta; indi vicinoIl terren de' Feaci, e ſoura'l mareL'aeree rocche à fido ſchermo elette:Seguon poi l'isoletteD'Acheloo figlie, a cui da presso l'ondaVide del ſangue human farſi vermigliaColma di merauigliaBen due volte Anfitrite, ed oue ascondaSuoi moſtri dal furor d'acceſo Marte,Non trouò di quel ſeno intatta parte.Sorgon poi di Laerte al destro latoGli angusti Regni, e de l'immonde ArpieL'Isole vn tempo albergo, or d'alme pureA Dio ſacre, ricetto ermo, e beato;Sparta poſcia s'addita, e l'opre rieDel tempo in far l'antiche glorie oſcure:De l'isteſſe ſuentureConſorte Atene appar, nè ſerba il grido.Scopre l'Egeo ſue pompe in vaſto letto,E doue è più riſtretto,Mostran gl'infausti amor Sesto, ed Abido;Indi è di Tracia il ſeggio: iui pon metaL'ancora al fondo scesa, ed oltra ir vieta.Taccia