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Dell arte del cucinare con il mastro di casa e Trincianate
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MASTRO DI GASA. <s 5f

Cefare. De! mefe di Maggio fi daranno danari fuoraà quefti cartelli con buo-na iTcurtà d'haiiere à dar grani buoni, & recipienti al prezzo che metterà la ca-mera che fempre farà meglior mercato, che comprato dal Mercante, & poi farl'appalto con il fornaio có dargli il grano, & che lui fi oblighi dar buoniflìmo pa-ne, cioè 41.43.44. decine per nibbio, che è il più che fi fia fatto.

Reale, Volendo far prouifione di grano per la famiglia, ebiadaper caualliquante rubbia bifognarà pigliare.

' Cefare. Del grano fe ne prouederà due rubbia per bocca volendo dar pan^buono à decina, come è coftume, e della biada dandone per ciafcun cauallo chequattro mifure fanno vn feorzo, & vinti feorzi vn rubbio, fe ne pigliata per o^nibeftia quindeci feorzi il mefe, che importa noue rubbia l'anno, fe ne darà anco-mifure tra due caualli, & fecondo faranno graffi, & però fe ne farà prouifione diauantaggio per ogni occafione,&buon rifpetto.

De vini nauigati il mefe di Gennaro j eFebraro fogliono venire le carauaneàRipa, doue che col mezzo de buoni , e prattichifenfali vi prouedereteà voftrogufio di Greco difomma,d'Ifchia, diPufilico,Chiarello,Centolo, Scalco, Ca-labrefe, corfo per accommodar vini d'Albana, della Riccia, Caftelcandolpo, daMarini, Romanefchi, & altre forte de vini, che con vn barile di corfo, ò grecod, Ifchiaonia dolce che fi metta per botte accommoda, & condifce ogni forte devino. Della carne non occere far altra prouifione, faluo far l'appalrocol macel-laro, il quale appalto fideue far la quarefima per tutto l'anno.

Reale. Come fi ha da far quefto appalto .

Cefare. Si conuiene con il Macellaro che dia tutto l'anno la vitella mongana,de ogn'altra carne neceflaria,fi per la tauola,come per la famiglia à vn tanto prez-zo, & il Macellaro fi obliga darla à ogni tempo, & fe non ne 'haueffe lui, lo fpen-dicore la compri doue la trouerà meglio à fpefe del Macellaro.

L'appalto poi fi farà con il maggiore auantaggio poffibile col vedere anco al-tri appalti fatti da diuerfi Maftri di Cafa.

Con il pefceuendolo fi farà il medefimo che fi èfatto col Macellaro, ma fi ap-palta à capo d'anno auanti pafiìcarnetiale, & fi fanno due forti de prezzi, cioèdel .pefee buono, & del pefee commune, fotto nome del buono fi intende om-brina , fpigola, cefalo, orata, tr iglia, fraolini, calamarerti, linguattolc, & fimilipefcidi mare, ma non vogliono metterai pefceuendoli, ftorioni nello appalto»nè porcellette, pefee fpada, nombi groffi, & tondo.

Li pefei ordinari] per la famiglia fono iarde, frittura, tenche, lucci, rouiglioni,arzille, & fimil pefee di mare, e d'acqua dolce, eccettuando le anguille grofle_j,barbi, fquali di fiume., enonhauendone l'appafòtore fi potrà pigliare àfuo inte-re (le doue fi trouerà, & li buoni, e prattichiipenditori fumo tutte quefte cofe à■menadito, & però è ncceffario hauerlo pr&ttichiffimo ; li fimile farà con il patta-tolo , & pizziarolo : & nel mefe di Genaro fi fà prouifione dell'oglio buono à Ti-uoli, c finto Refto, all'Abbatia di Farla, à Marni, à Terni, à Cefi, che per tut-ti quefti luoghi ve ne fono de btioniffimi, e dolcitfimi, ma per famiglia non vuolefler tantodolce, ma al quanto forte, e polputo che fa maggior faraone nella.»mineftra di fameglia, e maffime di quarefima. I legumi, cioè ceci roffi è bianchi,lenticchie, picciolc, e larghe, k ne poflbno far venire daSezze, e Piperno, chefono cottore, e buone.

Le candele di feuo fi fanno venire da Spoleto , perche fono di feuo di

capra,