DI V1CENZ.O CERVIO, jy?
0 , it-o ò due , di quelle viuande che fi leuano da tauola del Tao Signore per l'aut»Foriti del *" u0 & parimente al Coppieio di pigliarli vn fiafehetto ò due divino, di' quello della bocca del fuo Signore; è parimente lecito, & honefto elle ilTrinciante, come vno de Ili tre principali della bocca, fi facci il fuo piatto primache la robba fi teui da tauola, Se quando non lofacefle mai peraltro, doueria far-lo almeno per lchiffare la lordezza di coloro clic difpenfano la robba, leuata chefia della tauola del Signore, la quale fubito pongono in certi cadini di rame ontidi maniera, che à penfarui folamcnte, oltre il mafticare inficine vna viuanda.»con l'altra, fà volger lo ftomaco, la diuidono poi tantofporcamcnte che Dio neguardi ognifidel Chriftiano,faràcagioneuoleadunque per quello,&altririfpet-ti, che il Trinciante fi facci il fuo tondo prima che la robba vada nelle mani diquelli tali. Ma per tornare doue ladai dico che il vero Trinciante farà quelloche trinciala ogni cofa fopra la forcina alta dal piatto, che volgarmente in Italiafi fuol dire il trinciare in aria, Si in vero frà tutti lefoggie di trinciare non fi puòtrinciare nella più bella, & più gentile di quella della quale intendo io di volerragionare, ma lì come à quello che vorrà imparar di caualcare bifogna che mon-tato che farà fopra il causilo impari di faper llar giullo fopra la fella, portar benla vita, tener ben le gambe& hauer buon calcagno, & bona mano, per faperbattere il cauallo àtempo col fperone, &baccheta, & altre cofe, cofi è parimen-te neceffano, à quello che vorrà imparare di trinciare di faper prima come vannofitto le forcine, & cortelli, Si di qual tempra, Si come fi nettano, & fc li dà il filo,& come fi tengano nelle mani,& come fi deuono adoperare, Si llar ili (lo con laperfona neIi\idoperarli,& molte altre cofe aliai,le quali io ti moltrarò ciafcuna alfoo loco.
Quanto fi ano [tate differenti Copinioni di diuerfi T rincianti, di qual garbofi debbiano fare le forcine, & cortei li per trinciare.ì Cap. F.
CO fi come fono differenti le natiom, e coftumi de gl'huomini, cofi ancora_>bifogna chefiano fiate differentil'opinione de 1 Trincianti, di qual garbofi debbiano far Ie forcine, Si li concili per trinciare. In Francia, & in Aleniagnali Trincianti de' Prencipi grandi non adoprano fenonle forcine longhedi ma-nico , & lottile, Se curte di branchi, Si tanto corti che volendo con ella imbroc-care vn cappone, perla curtezza loro non fi potria, & adopiiamo poi li coltelligrandi longhi di manico, Si di lama, Se il piti diedi lenza punta, à benché loronon imbroccano, Si non trinciano < ofa alcuna fopra la forcina, ma quando vo-gliono trinciare al lorSignore, pongono la punta della forcina nel petto de vrbcappone, onero in vn pezzo di carne, cofi nel piatto fenza leuarlo in alto, & diquel petto , onero di quella carne ne tagliano le fette larghe, & fottili, & quellafopra la punta del corteilo pongono fopra il tondo del fuo Signore ,& il fimile_jfanno di tutte quelle cofe che voghono trinciare, &fepur vorranno trinciar vncigotto, onero vna fpalla di montone, di caprio, ò di altro animale, quelli piglia-mmo I ' vìio d ' capi della fa'ti iettai che tengano fopra la fpalla, Se quello inuol-leranno incorno a! piede del cigotto, & quello con la mano manca lo leuarannoin alto, tagliandone poi co! coltello le tette la ghe, Si grande ò picciole come piùpiace al fuo Signore. Quello modo di trinciare à lor pare molto bello, cornea.. * quelli,