fijo MASTRO DI CAS
cafa poi ne rtftafle ingannato, che colpafaria la fua, ò come fùria- fefeopeno poiper talenonciprouedeffe. f ^
Reale. E neceffario che habbia molta auttorità.
Cefare.Senza quefta non fi potiia farcofa alcuna, e con qucflaè necefiVmche il Padrone lo mantenga.
Reale'. Come gli I'hà data vita. volta,no» bafta?
Cefare. Dico, che bifogna mantenergliela co! non predare orecchie al forni-tore contro il Maftro di Cala, anzi leuarfela dinanzi col refponderii al contrariodi quello che gli haucriadefiderato, che à quefto modo far a tenuto da tutti- giàche conofceranno ellére ftimato del Padrone. Oltre di quefto-douendo fargliqualche nprenfidne-glie la faccia fecretamente in camera, che alcuno di cafa_,non lofappia né in prefenza di fornitore alcuno. Deueprerumpere inparole_>feco à fin che gli refti l'auttorità, che quando fuife. veduto effere ftrappazzato dalfuo Signore, tutti pigliariano ardire di rifpondere, di non obedire, e molte voltsdi minacciarli, & di qui nafee, poi che il Maftro di Cafa inuilito ogni cofa va allariuerfa.
Reale. Per dire il vero dal Padrone ne viene tutto il male, e ruttori bene. Co-nolco di quelli Signori che all'hora godono quando dicono qualche .villania aiMaftro di Cafa alla prefenza di tutta la Corte, quafi dicat fe lo faccio in quellotarò in voi altri.
Cefare.Quefto tale s'inganna,pecche oltre che Te cofc di caia fiia non polTonopaffar bene per la poca obidienza che hauerà il Maftro di Cafa candirà jtauarfì vn.cattiuo nome, nè trouerà perfona che lo voglia feruire: &però quefta auttoritàgli deue confettiate sì, acciò che il fuo Maftro di Ci fa ila tenuto come ancora-,per edere elfo Principe ben feruito; Quefto è quanto mi fouien de dirli come de-ue trattare con la famiglia, la quale, fe il Principe gli ci effe auttorità che faceffe èneceflario che fappia là qualità clic deuono hauere tutti li o(finali, & altri leruito:-li, & però gli dirò che qualità deuono effere nello Scalco.
Reale /Quello che cifercita l'officio dello. Scalcò non depende dal Principeper poncrli la vita fua in mano.
Celare..E vero, ma dico che in quanto li deffe quefto ordine, che poi ad accet-tarlo ci viene la fpdisfattione del fuo Signore. Delle qualità di quefto; ne parla-.difRifà mente Cefare Euitafcandajo in vn fuo trattato che ha latto dei .a reputano-ne del l'officio del Scalco, però non gli ne dirò molto.
Reale. Quello libro■dello Scalco di queft'hv»o»io l'ho v^fto perii mezzo del'Signor Gio.Battifta Acciaiolo,Scalco del Signor Duca di tracciano che io tennealcuni giorni".
Ce.',-ìre.. Que ro lo reftrjngerò in poche parole, douera efler quefto non mor-to giouant-, habbia bella preieuza, fia polito, & ben in ordine, non habbia vitro,alcuno delli già detti eli fopra .
Reale. E credo ancora bifogni habbia da fpendere.
( ; efare. Quantopiù ne hauerà meglio farà per lui, & quanto più lionorata*-mente comparirà, tanto più farà di honor fuo, & dei fuoPanione. Dico che fianon troppo giouane,perche quefta e perfona di auttorita, deue coniano.;' euerfi otfiria.il , come credennero, fpenditore, cuoco, che molto più è nfpetratovn'huomo di qualche anno che vn giouane sbarbaro per non hauer molta : ce-denza fopra poco commandare ; bella prefenza,& polito acciò nona vedajual-