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Beilagen.
22 .
De li a piu giorni el Gonelia a MadamaLi fece vn scrizo, che non li fu grato.
Onde turbata piu donzelle chiama,
E difse: "Ogniuna habia vn baston parato,Et se ciascuna, como credo, me ama,
Sopra al Gonelia l’babia adoperato.
Faro lo qui venir. Ma ben guárdate,
Che’l non ve habia con zanze auilupate.”
23 .
Ciascuna dice: "Dica cio che volé,
Che lo refrustraremo per Dio sancto.“Madama a quello mando a dir, fe’l puo’le, *)Che lo prega, che venga da lei alquanto.
Cosí el Gonnella va fra quelle proleE vede ogniuna che ha il baftone a canto,
E per vfcirse for di quella stanzaAl improuiso ritrouo vna zanza.
24 .
Dicendo : “1’ so che mi voleti dare,
Che ben qui vedo piu bafton parati.
Ma vna sol gratia vi vo’ adimandare:
Che prima all’ altre lafsar cominciatiA quella che piu volte hebi a basareCome putaña e di prete e di frate.
S’ardischa contra la salute mia,
Ora comincia tu, putaña ria!”
25 .
Ciascuna odendo tal nouela exposta,Difse fra se: "I’ non son gia puttana.”Et al Gonnella niuna non s’acosta;
Si che a Madama fu la impresa vana.Fuge el buffon e niente non fe arosta,1. Or. sel pote.