Facecie del Gonella.
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It.
Stando el signore il dir di vn miserere,Piglia vn pedochio, e dui, e fette, e otto,
E il bon Gonella s’acosta ad vedere,
E mostra non faper, se non di botto:“Spogliate”, difse, “non stare afsedere,Mettite la mia vesta, e non far motto,
Che gli e vergogna. Oue diauol se’ stato?”E con tal danza li tolfe el brochato.
12 .
E mai pin al duca non refe tal vefta,Benche piu volte gli e’ la adimandafse.
Ora ascoltate 1 ) quiui vn’ altra festa.
Par che’l fignore el Gonella pregafse,
Che di mandar sua moglie a lui non refta.Onde il Gonella par sempre negafse,Dicendo, gli era sorda e mal parlaua,
E non odiua se’l bom non cridaua.
13 .
Or difse el ducha: “Manda la si fatta;Madama e inferma e’n batiera a piacere.”
El Gonella alla moglie a dir fe adatta,Dicendo: “El ducha pur te vol vedere.
Va lo a ritrouar, e 2 ) fa che tu sia attaAfsalutar lo como gli e el douere,
Et fe lo aduien, ch’el te parla per forte,Cegna li, che’l e sordo, e crida forte.”
14 .
La donna attempo se ne va al signoreEt lo saluta como fe fa vn sordo.
El ducha con gran voce e gran clamoreLa risaluta 3 ), e ciaschun par balordo.
Madama inferma, che odo tal cridore,
Manda a pregar, che non parlan si in gordo.
1. Or. ascoltata. 2. Or. ritrouae. 3. Or. ti saluta.