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Beilagen.
Biafsato alquanto attarlo si procura,
Dicendo: cc or to’I” con l’aima irata e accefa,Ma a dirli villanía non se afsicura,
Teniendo non riceuer qualche offesa.
El duca staua pur arremirare,
Se’l Gonelin vol lo ftronzo mangiare.
8 .
Mentre a veder qui ftauan tutti quanti,Rifpose el Gonellino al feruitoreSenza far riso, con certi semhianti:cc Tu sempre me portasti poco amore.”
Et con certi atti e con singulti et piantiDifse: cc Tu li ciciafti ogni fapore,
Et or a me me porgi la vinaza.
Mo mangial tu; che’l mal pro fi te faza!’
9 .
El ducha delle risa si scopiaua
Con tutti i circumftanli, ch’auea intorno.
Cosí ridendo a difinar si andaua,
Lafsando il feruo scornato e musorno.
E vui, domini mei, fe’l non ve agraua,Prcftati me audientia in questo giorno,
Che ve diro moite altre gentilezePur del Gonella e afsai piaceuoleze.
10 .
Fatto ormai hom el buffon nominato,
Vn giorno in cinesia a tempo de natale,Ilauendo il duca in dofso vn bel brocato,
El bon Gonella, che par non ha equale,
Gli ebbe vn scartozo adofso riuersatoPien de pidochi, e in modo se preuale,
Che ognuno el vide, e poi da lui si scosta,Fin che i pedoclb fanno la preposta.