257Città, o altrove, e portatele seco; onde fuforzato talora, prendendo la ſcala dal mu-ratore, entrarvi per le finestre. Or vedete,se vale il dire, che i pittori non hanno,che spartire con i ministri, o con altri ma-nifattori, o con dipendenti, o altre per-sone, che possano urtargli, e fargli tri-bolare.B. Ma che ne avvenne poi finalmente? Questesono noje inseparabili, e che s'incontranoda chiunque vive in questo mondo; le qualicol tempo, e con la pazienza, e con il dis-simulare si superano.M. Sì per certo. Udite dal medesimo scrit-tore, come le superò Agostino, e quelloche gli avvenne: Tanto se gli accrebbe lamalinconia, che accorandoſene in fine; e ſen-tendosi mancare, preveduta la sua morte,poco stette a finire i suoi giorni. Vedete co-me superò bene i suoi travagli, e sicura-mente e per sempre. Ma chi non si dilet-tasse di superarli in questa guisa, non puòfar di meno di non lagnarsi altamente dell'avere a trattare con persone imperite, eche tuttavia debbono, o vogliono giudicarel'opere de' professori eccellenti.B. Io non so più che replicarvi. Siete troppobene a bottega, e troppo ben fornito dinotizie, e di cognizione delle arti, e avetesulle punte delle dita tutta la storia delleme-
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