258medesime, onde con voi non si può con-trastare senza andarne a capo rotto. Aveteveramente voiato il sacco, e cacciatinefuori tutti i malanni, che travagliano la vo-stra professione, e lo avete così bene scosso,che dopo averci ben pensato, veggo, cheoramai non ce ne son piùM. Piano, e dove lasciate voi quell'altranojosa sciagura, ed è, che coloro, che nons intendono un acca di pittura, vi dannosoggetti spropositatissimi da dipingere, nequali non si saprebbe far onore Raffaelle,nè il Rubens, nè Pietro da Cortona, nèCarlo le Brun, tanto eccellenti nell' inven-zione? E talora poco meno che Messer Er-minio Grimaldi (a) si richieggono di dipi-gner cose, che non furono mai nè vedute,nè udite, nè immaginate, o vi propongonocose tanto mal convenienti, e fuor di squa-dra, e che non si possono per nessuna guisaesprimere co' pennelli, quanto sarebbero ituoni, o gli starnuti, che furono per uc-cellarlo proposti al medesimo Messer Ermi-nio? Ovvero si faranno fare i pensieri dauomini dotti in vero, ed eruditi, ma chenon avendo nè pur fatta una minima rifles-sione a queste arti vi mettono fra manocose cotanto di lungi dall'essere pittoresche,quanto è il Cielo dalla terra.B.(a) Borc. Gior. 1. nov. 8.
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