42DIALOGOII.BELLORI, E MARATTA.Imanemmo daccordo, se vi ti-corda l'ultima volta, che ciparlammo, che l'ignoranza de'⛪Signori, che si credono intelli-genti, è quella spina, che trafigge i Va-lentuomini professori delle tre belle arti.Ora quanto più ci penso ad animo posato,tanto più mi pare di scorgere molti rimedjnon solo per guarire da queste punture;ma da guardarsene in modo, che non ar-rivino alla pelle.M. Sì, se questa ignoranza fosse sola, cheallora quasi quasi vorrei mezzo conceder-velo, benchè con istento, e a titolo d'a-micizia. Il guajo è, che sempre per ne-cessità si congiungono con l'ignoranza al-tri mostri, che non solo passano la pelle,ma penetrano col loro tossico fino allemidolla. Quando dunque sentite nominarel'ignoranza, aggiungetevi sempre la pre-sunzione, e molte volte la cattività ori-ginata da invidia, e d'avarizia. Tuttequeste pesti apparvero in un' altra perse-cuzione, che ebbe sotto Pio IV. lo stessoMichelangelo, il quale come più eccel-len-
B.