110DIALOGO III.BELLORI, E MARATTA.ER quanto io abbia assottigliato l'inge-gno per isvilupare quel nodo di paro-le, di cui l'altro dì non mi voleste ac-cennare lo scioglimento, non mi è bastatol'animo finora di venirne a capo. Che cosamai intendeste voi di significare, quando diceste, che chi studia l'architettura non laprofessa, e chi la professa, non la studia? Adirvela schietta, nou so quale di queste dueparti mi riesca più scura.M. Come intendete voi, che al presente si stu-dj l'architettura?B. Si studiano i cinque ordini del Vignola,da cui si apprende, quale sia la differenza,che corre dall'uno all'altro: quali sieno lemiſure de piediſtalli, delle colonne, e deicornicioni di ciascun ordine: i loro modini,secondo le antiche fabbriche più regolate,e più perfette: s'impara poi a ricopiarglibene, e pulitamente: toccargli d'acquerello; e per maggiormente impratichirsi,si ricopiano ancora delle porte, e dellefinestre di qualche accreditato professore,
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