256B Così è, perchè l'invidia come si è dettoregna tra gli artefici tutti, e non tra' solipittori.M. Ma se quel Duca fosse stato intelligentedi queste arti da vero, Agostino non avreb-be ingozzati tanti bocconi amari. Ma sog-giunge lo stesso autore, gli fu sempre con-trario un certo Moſchini, capo ingegnerè al-lora del Duca, al quale tutto ſi deferiva.Portava costui un certo Gaspero Celio, e lopreferiva ad Agostino, supponendo a S. A.esser altro uomo, che il Bolognese. Or que-sto non sarebbe potuto accadere, se quelPrincipe avesse saputo alcun poco distin-guere il buono dal cattivo. Poichè troppoci correva da Agostino Caracci, uno de'granpittori, che abbia avuto la Lombardia, aquel Celio. E se si fosse creduto totalmenteignaro di queste arti sarebbe andato dietroalla voce universale de' gran maestri, cheesaltavano alle stelle Agostino, piuttostoche alle ciarle cavillose del suo Capoingeguere; il quale fece disperare il povero Ca-racci, fino ad impedirgli di mostrare un suoquadro a quel Signore, e fargli dare dalcantiniere il vino fracido. Inoltre non sitrovava mai la via (come segue il Malvasia)di aprire quelle benedetta camera, ch'ei di-pingeva; fingendosi ora essersi smarrite lechiavi, ora guaste, ora il custode ito allaCito
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