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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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230te premurosissime istanze, che io ne sa-cessi, di venire alla conclusione, se nondopo molti anni, cioè nel 1702., per l'op-posizioni ridicolose, che facevano i Mini-stri, e i principali della Corte per mostrarsiintelligenti; e perchè erano creduti tali,benche dal loro ragionare apparisse la loroimperizia, mentre che pensavano di farevedere la loro intelligenza.B. Saranno stati di quelli, de' quali disse Te-renzio elegantemente.Faciunt nae intelligendo, ut nihil intel-ligant (a).M. E in quel deplorabile stato sarebberotuttavia, anzi a poco a poco sarebbero pe-rite affatto (*), se non s'incontrava perbuona sorte ad esser collocato sul Tronodi S. Pietro un Sommo Pontefice inten-dentissimo veramente di queste cose, chenon dando retta alle chiacchiere, volle,che io mettessi mano all'opera, e me nediede tutto il comodo, e poi mi difese, emi sostenne contra i pubblici, e universa-li clamori, che si suscitarono per ogni an-go-(a) Terenz. Prolog. Andr.(*) Clemente XI. su quelli, che fece pulire lepitture del Palazzo Vaticano, come narra lunga-mente il Bellori nella vita di Carlo Maratta.

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