225legnare. E nel Palazzo Vaticano era unsalotto, dove Raffaelle avea dipinto dichiaroscuro i dodici Apostoli grandi quan-to il naturale, ed eran cosa degna di Raf-faello, e il resto della stanza era dipintoda Gio: da Udine. Se volete sapere, checosa ne sia stato ve lo dirà il medesimoVasari (a): Quest' opera ebbe poca vita,perciocchè Papa Paolo IV. per fare certisuoi stanzini, e bugigattoli da ritirarsiguastò quella stanza, e privò quel palazzo(poteva dire il mondo) d'un'opera singo-lare; il che non avrebbe fatto quel santuomo, se egli avesse avuto gusto nell'artidel disegno. Non è vicino a perdersi lapiù dotta, e maravigliosa pittura, che siaal mondo, e che si può dire la maestra ditutti i grand'uomini, io dico, il Giudiziostupendissimo di Michelangelo, che quasinon si vede più, tanto è annegrito, e inmolte parti guasto, e ritocco? E i duegran quadri del medesimo, ch'erano nellaCappella Paolina, uno della crucifixionedi S. Pietro, e l'altro della conversionedi S. Paolo, non sono tutti malconci, eguasti in guisa, che non è da farne quasipiù conto? Ecco dunque, che nè la bel-lezza, nè la perfezione, nè il nome,quanto si sia glorioso di nessun artefice,salva(a) Vasar. p. 3. c. 579
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