223mo di Firenze e della cupola gran lumi sisarebbero potuti ricavare, se la poca cura,e diligenza (dice il Vasari) (a) di chi hagovernato l'opera di S. Maria del Fiore neglianni addietro, non avesse laſciato andarmale l'istesso modello, che fece Arnolfo, edi poi quello del Brunellesco e degli altri.Così ancora si perdè il modello di terracotta, che avea fatto Lorenzo Ghibertidella terza porta del Battisterio di Firen-ze, il quale quanto a divina cosa somi-gliante fosse, basta dire, (b) che le altredue porte furono sempre riguardate dalBonarroti con tale, e tanto stupore, chediceva che sarebbero state bene alle portedel ParadisoB. Più dolorosa per avventura è stata laPerdita del modello di Michelagnolo, cheavea fatto della Chiesa di S. Giovanni deFiorentini, perchè non era stato mai mes-so in esecuzione.M. Ma venendo a ragionare de' luminarj ma-gni della pittura, dov'è andato il famosoCartone di Lionardo da Vinci, e quellopiù maraviglioso del divin Michelangelo,il qual cartone (c) fu la scuola perpetuadi tanti valentuomini fino che ve ne fustraccio? E in Bologna nella Chiesa diS. Gio:(2) Vas. p. 1. a c. 317. (b) Ivi c. 285. (c) Vasar.c. 726. Parte 3.
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten