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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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222M. Di rado? Io dico spesso, e in opere ce-lebri, e di somma stima. Gli esempj di ciòsono innumerabili, come vi farò vederescorrendo in quà, e in il Vasari, dovemi servirà la memoria. E cominciando daGiotto; egli fece in Firenze per una cap-pella di Santa Croce una Nunziata laquale è stata (son parole del suddetto Va-sari) [a] da' pittori moderni con poco giu-dizio di chi ciò ha fatto fare, ricolorita:non solo per averla peggiorata, ma peraver tolto alla storia della pittura un il-lustre monumento. E per altra parte le pit-ture fatte da lui nel Campo Santo di Pisameglio sarebbono (a) (dice lo stesso Autore)ſe la traſcurataggine di chi ne doveva avercura, non l'aveſſe laſciate molto offenderdall'umido. Ma che occorre rammentarele pitture, e le pitture fatte sul muro, chetanto agevolmente si guastano, come contanto rammarico de' professori, e de' veriintendenti si veggono danneggiate quelled'Andrea del Sarto nel chiostro dello Scal-zo in Firenze, e molto più quelle de' Ca-racci e de' suoi migliori scolari in quello diS. Michele in Bosco in Bologna, per pocaattenzione di chi vi presedeva, quandotanti modelli di legno cotanto più stabilisono andati in fumo. Da quello del Duo-mo(a) Vas. ivi c.122.