213vostre arti quel celebre detto di Tacitonel principio della vita d'Agricola, cheVirtutes iisdem temporibus optimè aestiman-tur, quibus facillimè gignuntur. E quantesculture furono fatte a tempo del Fiam-mingo da artefici deboli, che con le loromeschinità sparse pel pubblico hanno sver-gognato questa Metropoli del Mondo, cheegli avrebbe notabilmente arricchita cosuoi eccellenti lavori, e con le sue statue,delle quali in tutto, e per tutto in Romanon ce ne sono al pubblico altro che due?E che non credete, che al tempo di Si-mon Vovet, e del Pussino, pittori così va-lenti, non fossero fatte fare altro che duetavole? Quante, e quante se ne imbratta-rono da' pittori, che non erano degni d'es-ser loro scolari; anzi nè meno di macinarloro i colori, e pure perchè questi sepperofare la lor corte a chi bisognava con leloro imposture, o con le loro ciarle, e adu-lazioni o per via di raccomandazioni po-tenti tirarono a se il più de' lavori, e fe-cero, che quei due valentuomini fossero la-sciati in un cantone, talchè di essi non ab-biamo in tutta Roma al pubblico altro cheuna tavola di Vovet in S. Pietro, nellaCappella del Coro, e del Pussino in unadelle più piccole dell'un braccio lateraleed io spirito di non vederle un giorno, ol'al-0˙3
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