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211M. Pur troppo così va la bisogna, e per questaragione di quante belle fabbriche, e diquante belle opere di scultura, e di pitturasiamo restati privi, e in vece di esse ci tro-viamo le fabbriche pubbliche, tanto sacre,che profane, deturpate da mille aborti dell'arte. Or le sconce imagini (come ben av-verte il Ridolfi altrove rammentato) (a)cagionano il deriſo, e lo ſcherno, cadendoſiſpeſſo in tali errori per la poca cognizionedi coloro, a' quali si aspettano simili cure,moſſi per lo piu da particolar affetto, e moltefiate ritenuti dall'avarizia, e guidati dalpoco intendimento. Se Sisto V. quando vollefar dipignere la libreria Vaticana, avesseavuta qualche cognizione della pittura, onon avesse avuto tanto affetto per i suoiMarchigiani, o si fosse consigliato con chise n'intendeva da vero, non avrebbe ap-giata quell'impresa a tanti goffi pittori,ma avrebbe fatto venire da Bologna Lo-dovico, e Agostino Caracci e tanti suoiscolari, o da Urbino il Baroccio, o da Fi-renze il Cigoli, e il Passignano, e forsequalche altro maestro eccellente, che nonmi sovviene, e da Siena il Vanni, e avrem-mo allora avuto una scuola maravigliosa dipittura, tanto superiore al così celebrechiostro di S. Michele in Bosco, e alla Gal-le-O2(a) Ridolf. par.1. c.141.