179vino pennello, che non saprei esprimerlocon parole, e se lo sapessi, temerei di nonesser creduto; e finalmente per tante per-secuzioni anch'egli, come il Coreggio, vilasciò la vita. Ma perchè veggiate, cheio non dico cosa la quale non sia certa,e manifesta, e che voi stesso non possiatenegare, leggerò quello, che voi medesimoavete dato alle stampe ne tempi addie-tro: (a) Era fatale che questo artefice an-dasse a morire in Napoli infelicemente, evi laſciaſſe in preda dell'avverſità l'ingegno,e la vita: laddove ritornato s'aggiunſe allesolite amarezze l'ultima, e la più grave,reſtando corrotte, e congiurate a ſuoi dannifin le sue genti, servitori, e serve ec. Se-guitate poi come vi ricorderete, scendendoa' particolari, che tralascio per non an-nojarvi. E sentite quello, che appresso ag-giungete: (b) Corruppero ſino il muratoredella fabbrica, e l'indussero ad incenerirela calce dell'incollatura, acciocchè cadeſſeſubito la pittura, come avvenne; che volendoegli ritoccare una delle iſtorie principali,trovò rotto l'arricciatura fatta di materiadi cenere, e di calcina, che tutta cadeva,e andava in pezzi crepata, e ſtascata dalmuroB.M 2(a) Bellor. part. 1. c. 344.(b) Bellor. ivi cart. 352.
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