180B. Serrate di grazia il libro, che tanta è lastima, che ho del Domenichino sopra quasiogn'altro pittore dopo Raffaelle, che nonposso rammentarmi tante barbare inuma-nita, sofferte a conto della sua eccellenzain quest'arte, senza un sensibilissimo trava-glio, e sturbo della mente, quale provaifin da quando le scrissi.M. Lasciatemi almeno leggere la fine, che èquello, che vi voleva le,gere, e per cuiho preso il libro. (a) Nelle quali ansietà, eangustie consumandosi in lui il vigore, e loſpirito, a poco a poco gli mancò la vita ilgiorno 15. d'Aprile l'anno 1641. d'età ses-genario. Così morì Domenico perseguitatodalla fortuna e dall' invidia, e avendo giàtre anni prima cominciato la cupola, subitomorto fu il ſuo lavoro gittato a terra, edata al Lanfranco, concitate le voci controquest' opera sotto pretesto, che fosse di manod'un suo discepolo. Vennero costretti glieredi a reſtituire i danari, che egli avevaricevuti a buon conto; e appena ottennero diperdervi due mila scudi. Fine indegnissimod'uno de' maggiori Eroi della nostr' arteinfelice, la qual fine non avrebbe mai fat-ta, se non si fosse imbattuto in deputatiignoranti, che si lasciarono sedurre, e in-gannare per la loro imperizia dall'altruima-(a) Bellor. ivi a c.345.
M. 4.