M. Cosi fu detto da alcuno, ma credo, chescambiasse da una Nunziata, che nonparve bella a quelli, che gliel'avean com-messa; onde egli preso dalla collera, eper mostrare, ch'egli non se ne vergo-gnava, anzi gli pareva una dell'opete,che gli fosse riuscita meglio, vi scrisse ilsuo nome, e non disse: Titianus faciebat,come a imitazione d'un antico fanno mol-ti, per far vedere, che a quel lavoro sipuò aggiungere perfezione; ma vi scrisse:Titianus fecit, fecit. O pure piuttostoscambiò da un altra Nunziata molto gran-de, ch'egli aveva fatto per le Monachedegli Angioli di Murano, che quelle Suo-re non vollero; onde egli la mandò all'Imperatore, o all'Imperatrice. Ma eccocome racconta questo fatto della Tavoladell'Assunta il Cavalier Ridolfi nelle vitede' pittori Veneti (a): Dicesi che Tizianolavorasse quella tavola nel Convento de' Fra-ti medesimi, sicchè veniva molestato dallefrequenti viſite loro; e da Fra Germanocuratore dell'opera era ſpeſſo ripreſo, chetenesse quegli Apostoli di troppo ſmiſuratagrandezzaB. Veramente ci vuole un grande ardire, eoltre una grande ignoranza a riprendereTiziano in fatto di pittura.M.(a) Ridolf. vita di Tizian. a c. 146.
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