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161celebre pittor Veneziano, mentre facevail ritratto del Duca di Modona, che nonparendo a un suo cortigiano, che eglicogliesse bene nella somiglianza, facevail dottore dicendo degli spropositi mesco-lati con degli scherni, che andava ripe-tendo di quando in quando, onde il Pe-randa impazientito, (a) in fine gettandoglipennelli in faccia: Prendetegli voi, diſſe,e fatelo meglio, se sapete. Ma fate comefece Fabbrizio Boschi accreditato, e va-lente pittore Fiorentino, il quale (b) aven-do fatto un quadro a nobile persona forsemezzo intendente dell'arte; questa nel ve-der l'opera preſſochè finita, diſſe, parer-gli, che una mano d'una tal figura nonpotesse stare in queil' attitudine, e sembrar-gli alquanto ſtorpiata. Il Boſchi preſa ſu-bito in mano la tavolozza e i pennelli,guardando in viso il gentiluomo, quasi ap-provando i suoi sentimenti disse: M'ac-cenni V. Signoria quel che ella vorrebbeche io facessi per ridur questa mano in mo-do, ch'ella stesse a segno. Il gentiluomomolto disse, e'l Boschi fingendo di non in-tendere posò la tavolozza, e i pennelli, edin apparenza tutto modesto, e giulivo preseil matitatojo col gesso, e diedegliele inmano, dicendo: Or su perchè io intendabe-(a) Ridolf. part. 2. d c. 277. (b) Baldin. T. 4. c. 257.