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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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143vare lungamente il diaccio, e la neve, ealtre cose maravigliose. queste sole so-no l'invenzioni de vostri artefici, ma so-no quelle, che mi sovvengono.M. In somma fa di mestiero concludere, chel'architettura richiede molto studio, mol-ta applicazione, molto ingegno, e moltenotizie, le quali si riducono a due capi,cioè a saper perfettamente la geometria,e le sue parti, come la meccanica, laprospettiva, ec. e al disegnare in guisa dapoter professare la pittura, e la scultura.Ma chi possiede bene questa seconda par-te, crediatemi, che può più chiamarsi ar-chitetto, benchè manchi della prima, chechi possegga la prima, e manchi della se-conda. Il vero è, che l'uno, e l'altrosarà un architetto, che non meriterà quest'ppellazione, se non impropriamente. Edeccovi sciolto l'enigma, che chi studial'architettura non la professa, e chi laprofessa, non la studia; onde si può direcon tutta verità, che quest'arte non èdecaduta, ma perduta affatto.B. Sapete voi, che ancor io comincio a po-co a poco a essere di questa vostra mede-sima opinione? Tanto chiari, e tantoevidenti, e così minutamente spiegati so-no i vostr'insegnamenti circa a questa no-bilissima arte. Inoltre io resto dimostrati-va-