142cellenza; e perciò siamo debitori di tantebelle invenzioni, e ingegnosissime a i pro-fessori del disegno, tra i quali troveretegran numero di poeti, arte anch'essa,che richiede moltissimo ingegno.B. Questo è certo, che il disegnar molto, edessere in esso eccellente fa l'uomo sottile,e ingegnoso, senza che se ne avvegga,come senza che se ne avvegga divienbruno, chi cammina al Sole. Quindi è,che mi sovviene, che Benvenuto Garofa-lo trovò l'invenzione di far l'uomo di le-gno snodato sulle congiunture, di cui tan-to si servono i pittori, e gli scultori perlo studio delle pieghe, e del panneggiare,e per ritrovare le varie attitudini dellefigure; e Giovanni da Udine l'arte per-duta degli stucchi, e il bue di tela per lacaccia. Maso Finiguerra l'intagliare a bu-lino; Benedetto da Majano le tarsie di le-gno; Francesco Ferrucci la maniera di la-vorare il porfido tanto duro, e resistentea ogni tempera di scarpello comunale:Andrea Verrocchio il gettare le figure digesso; Duccio Sanese il fare i pavimenti dimarmo a chiaroscuro; Gio: da Bruggia ildipingere a olio; Andrea di Cosimo Fel-trini il dipingere di sgraffio: BernardoBuontalenti le granate da gettare: il la-vorare le porcellane; il modo di conser-vare
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