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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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141ovvero scompartirla, secondo le necessa-rie opportunità, e i comodi bisognevoli,e insieme fare uno spartimento di stanzeconvenienti, e vaghe, e luminose, madico, che la terza cosa delle numerate disopra da me, che è l'ornato, non si puòconseguire, se non con l'eccellenza deldisegno. Quantunque anche la secondaparte, che riguarda lo spartir bene gli ap-parramenti, e le scale, e l'officine, e icortili, e gli altri membri d'un palazzo,e di qualsisia altro edifizio; lo fara bene,e meglio di molti altri un bravo disegna-tore, che si eserciti, o su le tele, o sumarmi. Primieramente perchè, come diceVitruvio (a), nessuna casa può essere spar-tita con giudizio, e con garbo, senza sime-trìa, e proporzione, che non si può avere,che con un esatto riguardo alle membradi un uomo ben fatto; e inoltre perchèrichiedendosi, a eseguir bene questa par-te, grande ingegno, e saper trovar moltiripieghi, e in somma aver invenzione fa-cile, e feconda, non riesce valentuomo inqueste due parti dell'architettura, chi nonpossiede queste doti in qualche grado d'ec-cel-(a) Vtruv. lib. 3. cap. 1. Non potest aedes ullasine symmetria atque proportione rationem habere com-positionis, nisi uti ad hominis bene figurati membre-um habuerit exactam rationem,