114fare la Cupola del Duomo di Firenze,ch'era una volta, la quale non avevaesempio alcuno avanti, non sarebbe ser-vito, che egli esaminasse minutamente, econ tutta diligenza, come egli pur fece,questa cupola della Rotonda; poichè oltrel'esser assai più bassa, e aperta nella suasommità, era rotonda, e scempia, dovequella è ottangolare, e doppia, e chiusain cima, e caricata dal peso enorme dellapergamena, o cupolino, che è compostotutto di marmi di Carrara, e d'una quan-tità eccedente di tanto l'umano pensa-mento, che veduti in terra si credevaimpossibile il potere egli tutti impiegare, eimpiegativegli, che la cupola gli potessereggere; laonde si reputava, che il Bru-nellesco, che gli aveva fatti venire, fosseescito fuori di se, e pure egli stimò fon-datissimamente, che fossero tanto neces-sarj alla stabilità di quella macchina ma-ravigliosa, che fino sull' estremo di suavita, quando non poteva più parlare, cogesti si sforzava di raccomandare il por-vegli su tutti per caricarla a dovere. Maa questa cognizione arrivò non per la pra-tica, perche egli non aveva fatto, nè vistofare una cupola simile; ma per lo studioprofondo, che aveva fatto, come dice ilVasari, nella Geometrìa.M.
Ech bedezza,
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