115M Io so bene, come alcuni de' moderni ar-chitetti escono di questo imbarazzo. Siriposano totalmente su i capimaestri, enon hanno ripugnanza a confessare, chequesta è incombenza loro, e che essi nonse ne impicciano; ed essendo rovinato inuna fabbrica una parte di essa nel tirarlasu, con mortalita di più persone, sentil'architetto, che con una somma fred-dezza, e placidità disse, che queste eranocose, alle quali toccava a pensare al mu-ratoreB. Veggo ancor io, come poi in sostanza vaquesta cosa fatta così per pratica, e comese si dicesse, a fastone, nel modo appunto,che camminano i ciechi. Ne segue, chele fabbriche vengono su o troppo deboli,e fanno delle brutture; o troppo forti, evi si butta via da' Signori il doppio di quel-lo, che sarebbe necessario per farla stabilebastantemente; senza altri incomodi, chetalora ne seguono. Ma chi vuol persuaderealla gente, che la geometria sia necessariaall'architetto„Avrà faccende più ch'a dir l'ufizio„Non hanno i Frati di S. Benedetto (*)M. Lo credo anch'io; tanto più, che pochineH 2*) Bern. cap. 2. della Peste.
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